AGGIORNAMENTO ORARI MESSE…PER COMINCIARE INSIEME… portiamo ciascuno un po’ del nostro…

Lettera di Don Daniele e del Consiglio di Unità Pastorale in occasione della Pentecoste

Denno, 27 maggio 2020

Tra i racconti che mi piace ricordare e ogni anno consegnavo all’inizio del pellegrinaggio con i cresimandi ad Assisi c’è questa storiella di Bruno Ferrero…
Il signore di un castello diede una gran festa, a cui invitò tutti gli abitanti del villaggio situato sotto le mura della fortezza. Ma le cantine del nobiluomo, pur essendo generose, non avrebbero potuto soddisfare la probabile e forte sete di una compagnia così folta di invitati. Il signore chiese un favore agli abitanti del villaggio: “Metteremo al centro del cortile dove si terrà il banchetto un capiente barile. Ciascuno porti il vino che può e lo versi nel barile. Tutti poi vi potranno attingere e ci sarà da bere per tutti”. Un uomo del villaggio prima di partire per il castello si procurò un’anfora e la riempì d’acqua, pensando: “Un po’ d’acqua nel barile passerà inosservata… nessuno se ne accorgerà!”. Arrivato alla festa, versò il contenuto dalla sua anfora nel barile comune e poi si sedette a tavola. Quando i primi andarono ad attingere, dal rubinetto del barile uscì solo acqua. Tutti avevano pensato allo stesso modo. E avevano portato solo acqua.
Che cosa ci racconta questa storia… quale la morale…
Per poter far festa e vivere insieme un momento siamo chiamati ciascuno secondo le proprie possibilità a portare un poco del nostro… non solo aspettare che tutto ci venga dato! Anche nella vita è così, la fatica e il dono di sé permettono di gustare ogni cosa in modo diverso.
Gesù sembra della stessa idea quando nel Vangelo secondo Giovanni al capitolo 21 ci chiede lo stesso nella pesca miracolosa.
I discepoli quella notte non pescarono nulla, ma sulla parola di Gesù risorto gettano le reti e riempiono la barca… allora ci dice il Vangelo: “Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso ora”. Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: “Venite a mangiare”.
“Portate un po’ del pesce che avete preso ora…” Gesù ci prepara già tutto, c’è il fuoco, il pane, il pesce, ma desidera farci partecipi nel condividere noi stessi e la nostra fatica per non essere estranei al dono ricevuto.
In questo tempo con il Consiglio di Unità Pastorale ci siamo interrogati molto su come ricominciare il vivere insieme nelle nostre comunità e innanzitutto è bene ringraziare chi ha donato del suo e ha condiviso la propria disponibilità nella ripartenza.
Da questa condivisione e disponibilità si è potuto iniziare e nell’eucaristia di questa domenica abbiamo portato a Gesù i frutti della “pesca miracolosa”.
Allo stesso tempo è emersa anche la comprensibile “paura” nel ricominciare a frequentarsi, a uscire di casa, il riprendere in mano i “servizi” necessari per ricominciare…
D’altro canto ci siamo anche interrogati su che cosa voglia dire celebrare il Signore ed è emerso all’unanimità da ciascuno di noi che essenziale è il CONDIVIDERE CIO’ CHE SIAMO E QUEL POCO CHE ABBIAMO.
Celebrare il Signore e vivere in una comunità non è essere spettatori, comparse in un film. Celebrare il Signore e vivere in una comunità è vivere il battesimo e essere protagonisti con l’aiuto dello Spirito Santo che invocheremo questa Pentecoste.
Forse la chiesa dei servizi sotto casa o quando mi servono è passata con il COVID19 (o ce lo auguriamo) e siamo invitati a riscoprire una Chiesa della partecipazione, dell’essere comunità non solo per i sacramenti o per la messa domenicale, ma per tutto ciò che ruota attorno al Vangelo e alla vita dell’uomo.
Ci siamo detti che è bello tornare ad una Chiesa degli Atti degli Apostoli che è piccola, fragile, ma dove si è lievito della terra e sale del mondo, il costruire con chi c’è e con chi vuol camminare, vuol crescere e non consumare!
In questi giorni sono molte le persone che gioiscono di poter nuovamente pregare, nuovamente restare in chiesa, nuovamente “mettersi a disposizione” per costruire e che hanno compreso che il Signore non è semplicemente quello che trovo solo all’ombra del “mio campanile”, ma che il Signore cammina per le strade del mondo, non ha “un luogo dove posare il capo” perché tutta la terra è sua dimora.
Allo stesso modo molte le persone che ritornano alla “solita lamentela da bar” del perché non qua, perché di là… e non sanno cogliere in questo momento che stiamo vivendo ciò che è più importante: il potersi trovare insieme nel nome del Signore e vivere il nostro battesimo.
Forse non vogliamo ammettere che la nostra amata Val di Non oggi è terra di rievangelizzazione e che i soli sacramenti non fanno la fede, non fanno la comunità, non fanno il cristiano!
È per questo che con il Consiglio di Unità Pastorale abbiamo pensato di scrivere queste parole, per ricordarci come cristiani che è importante che ciascuno di noi possa portare del proprio e possa trovarsi nel nome del Signore per vivere il proprio battesimo attivamente e per ciò che può, non delegando agli altri.
Domenica scorsa, per forza di cose, abbiamo “contato i partecipanti” all’eucaristia con questo risultato:
Sabato ore 20.00 a Sporminore 64 partecipanti; Domenica ore 9.00 a Denno 47 partecipanti, ore 10.30 a Vigo 35 partecipanti, ore 10.30 a Sporminore 52 partecipanti, ore 20.00 a Denno 36 partecipanti. Per un totale di 234 persone in 5 messe quando la capienza delle 5 messe poteva contare 487 posti.
Questa conta non vuol essere un rimprovero a chi non se l’è sentita di venire per la comprensibile paura, ma dà spunto a ciascuno di noi per cominciare, un poco per volta, a partecipare in un “nuovo” modo.
La messa non è semplicemente il prete che celebra e chi viene è spettatore (altrimenti si può continuare con la radio…) è invece il momento in cui la comunità si riunisce con il Signore e celebra attivamente (canti, lettori, sacrestani, gente che prega, partecipa, risponde…).
Pertanto per la celebrazione della Pentecoste siamo passati da 5 messe a 4 nell’attesa che la paura e il rischio calino e ci si possa trovare nuovamente.
Quando la comunità si attiverà sempre più e piano piano potrà tornare a celebrare dinamicamente (lettori, cantori, musici, sacristi, ministri… e gente che prega) sarà forza di cose aumentare le celebrazioni e moltiplicare gli incontri…
Di settimana in settimana consultando il sito internet verremo aggiornati.
A ciascuno di noi custodire nel nostro cuore l’invito di Gesù che dice “Portate un po’ del pesce che avete preso ora” ed essere in modo attivo comunità celebrante.

Sperando di vederci presto
don Daniele
e il Consiglio di Unità Pastorale

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