Lettere dai nostri missionari…

Lettera di padre Franco

Tempo di Pentecoste 2020
Sanga – Uganda

Carissimi amici,
in questo tempo di Pentecoste in cui lo Spirito dà nuova vita ai fedeli, preghiamo lo Spirito Santo perchè dia nuova vita alle Comunità cristiane e ai gruppi di preghiera sparsi nel mondo. Il riunirsi in preghiera nel Nome di Gesù ci fa sentire più comunità e più uniti a tutti quelli che credono in Gesù.
Quì da noi in Uganda non è ancora possibile pregare nelle chiese, perchè non ci sono mascherine. Alcuni giorni fa hanno permesso alle macchine private di viaggiare con l’autista e due persone sul sedile posteriore. Così ho potuto andare a trovare p. Paolino, che è chiuso in casa per paura della malattia. E’ vero che lui, con l’intervento al cuore che ha avuto e il suo rimanere in coma per 50 giorni, deve molto riguardarsi se non vuol prendere la malattia e morire.
A parte i pochi che hanno la macchina…per tutti gli altri è ancora impossibile spostarsi, perchè non sono ancora permessi i mezzi pubblici, nè autobus, nè taxi. Il treno non è mai esistito. Lungo la strada, dopo 2 mesi e mezzo di chiusura dove uno si trovava, c’è ancora gente che a piedi cerca di tornare nella propria famiglia. Alcuni giorni fa ho dato un passaggio, evitando 2 posti di blocco, a un giovane di 20 anni che da 13 giorni camminava a piedi per tornare a casa sua. Aveva davanti a sé ancora 180 km. di strada. Ho aiutato anche una ragazza sui 19 anni, da 6 giorni in strada a piedi per tornare a casa sua. Aveva addosso solo una maglietta e una gonna, senza borsa né ciabatte, passando la notte sul cemento in qualche stazione di servizio. Aveva davanti a sé ancora 130 km. di strada. Piange il cuore quando per strada c’è gente a piedi che ti chiede un passaggio e non puoi aiutare perchè sai che davanti c’è un posto di blocco e non c’è modo per evitarlo.
Nel giorno di Pentecoste sono stato a trovare alcune famiglie di un villaggio e lì, con una ventina di persone ho celebrato la Messa sotto una pianta. Si spera che arrivino le mascherine e allora penso che potremo riprendere a celebrare in chiesa, almeno nei luoghi dove ci sono le cappelle.
Quando mi arriveranno delle offerte riprenderò i lavori nei villaggi dove non ci sono nè aule scolastiche, nè cappelle e dove si prega sotto le piante. Così potrò anche riprendere l’aiuto ai ragazzi che hanno difficoltà motorie alle gambe o ai piedi. Li porto in città da un ortopedico che li opera a spese mie, perchè quì in Uganda non c’è assolutamente alcuna assistenza medica.
Siamo nelle mani di Dio e lo ringraziamo perchè finora, nella nostra zona, ci ha preservati dalla malattia. Un bel pò di sofferenza è per la gente che vive lungo la strada asfaltata, l’unica che porta al sud dell’Uganda. Non hanno campi propri da coltivare da cui ricevere il cibo e, lavorando a giornata per pochi soldi, è difficile sfamare i bambini. Andando io nei villaggi, la gente che può mi dà qualcosa e io lo passo a qualche famiglia più povera, ma è poca cosa quello che io posso offrire. Nelle case dei cristiani ogni giorno si prega il rosario in famiglia e questo li aiuta a non sentirsi soli e senza speranza. Per evitare il contagio non pensano di riaprire l’aeroporto di Kampala e così anche da parte mia è molto lontana la possibilità di rientrare in Italia. Rimanendo qui farò quello che mi è possibile, secondo l’aiuto che mi arriverà, mentre ringrazio di cuore coloro che già hanno aperto il loro cuore ai bisogni di questa gente. In questa situazione confidiamo nel Signore che mai abbandona i suoi figli e interviene in loro aiuto anche in modo imprevisto.
Vi saluto di cuore, rimanendo uniti in preghiera e nella disponibilità al Signore che opera anche attraverso la nostra debolezza e la nostra fiducia in Lui. Ciao. Vi saluto di cuore. P. Franco


Dal gruppo missionario di Sporminore

Il gruppo missionario di Sporminore ha il piacere di condividere con tutta la comunità dell’Unità Pastorale Cristo Salvatore questo breve scritto e alcune foto mandate da Padre Luis Emilio, sacerdote nella missione di Remolino del Caguan in Colombia, dove per tanti anni è stato Padre Giacinto Franzoi, originario di Sporminore, missionario della Consolata, rientrato qualche anno fa in Italia e ora a Rovereto presso il Santuario Madonna del Monte.
Le fotografie mostrano il Collegio Aldea Juvenil “Emmaus” costruito e voluto da Padre Giacinto per permettere ai bambini e ai ragazzi della foresta di vivere in un posto sicuro e di studiare. Il Collegio è sorto grazie anche al contributo dato dalla nostra comunità tramite il Gruppo Missionario.
Dopo il rientro di Padre Giacinto in Italia, il Gruppo Missionario di Sporminore ha cercato sempre di rimanere in contatto con la missione di Remolino, grazie a Padre Giacinto e Padre Angelo Casadei e ha sempre cercato di sostenere le attività del Collegio.

“Carissimo Padre Giacinto, ti mando alcune delle fotografie del lavoro fatto in questi giorni nella Aldea Giovanile “Emmaus” di Remolino del Caguan in Colombia.
Ti chiedo gentilmente di salutare il gruppo missionario di Sporminore che ci aiuta.
Vi abbiamo pensato in questi giorni difficili per l’Italia, anche se siamo lontani, il cuore e la missione ci uniscono. Il Signore vi renda merito per tutto ciò che fatte perché quest’opera possa continuare.
Vi mando il mio abbraccio fraterno e la mia benedizione.
P. Luis Emilio”

schiaccia qui per vedere le foto