Restauro chiesa Denno

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

La chiesa Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Denno (Tn), p.ed. 1 C.C. DENNO è l’unico edificio di culto di proprietà della parrocchia omonima nel quale può riunirsi la Comunità Cristiana locale per le celebrazioni liturgiche, sia feriali che festive che si attesta intorno alle 6500 persone.
Il territorio della parrocchia coincide con il territorio comunale, ma la chiesa è usufruita da tutta l’Unità Pastorale (12 parrocchie) che conta 6500 persone.

Gli altri edifici di culto di proprietà parrocchiale non sono infatti adatti allo scopo.

La chiesa di S. Agnese è collocata al bordo del centro abitato e non è dotata di un adeguato sistema di climatizzazione che ne consenta l’uso nei mesi invernali. La chiesa di S. Pietro, poco distante dalla Chiesa di S. Agnese, è di dimensioni estremamente ridotte per ospitare l’intera Comunità.

Risulta dunque fondamentale mantenere in perfetta efficienza la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, posta in posizione centrale all’abitato e comodamente raggiungibile da tutti gli abitanti del Comune di Denno (Tn) e, in occasione delle solennità e delle celebrazioni più importanti, anche dai fedeli di tutte le altre 12 parrocchie che compongono l’Unità Pastorale (Tn).

Dall’estratto Tavolare risulta la piena proprietà (1/1) della chiesa da parte della Parrocchia di Denno con sede in via Santi Gervasio e Protasio, 1 (Tn); non risultano servitù o gravami, e il bene risulta tutelato con D.P.G.P. n. 467 di data 4 dicembre 1985 e che tale vincolo conserva piena efficacia ai sensi dell’art. 128 del D. Lgs. 42/2004.

La chiesa presenta dimensioni adeguate e dotazioni impiantistiche appena rinnovate: nel mese di ottobre 2024 si stanno infatti concludendo i lavori riqualificazione dell’impianto elettrico, di illuminazione e audio.

Le facciate esterne della chiesa e del campanile sono state oggetto di interventi di recupero e restauro conservativo operati tra il 2006 e il 2007 e pertanto non presentano problematicità (progetto arch. Manuel Breda – Denno).
Diversa è invece la situazione degli interni: in particolare si rileva un fenomeno diffuso di risalita capillare di acqua dal sottosuolo che ha intaccato sia gli intonaci, sia la pavimentazione, sia tutte gli elementi lapidei con essa a contatto quali, per esempio, le parti basamentali dei pilastri e le lastre di rivestimento delle pareti. Qui si rilevano forme di alterazioni superficiali (esfoliazioni e distacchi di materiale, efflorescenze saline) e profonde (erosioni, micro fessurazioni), queste ultime interessano in particolare i basamenti dei pilastri. Al degrado da umidità ascendente presente sulla pavimentazione (erosione superficiale della pietra con perdita della lucidatura ed efflorescenze saline), si aggiungono segni antichi di degrado quali mancanze di materiale lapideo e della malta di connessura dei giunti, opacizzazione della pietra e stuccature incompatibili. Sugli intonaci delle pareti sono presenti, in diverse zone, deposito, dei distacchi e delle decoesioni importanti, che hanno portato alla luce uno strato di arriccio di base a filo dei conci lavorati delle finestre.
Anche gli altari laterali sono stati intaccati dall’umidità ascendente che ha interessato le parti inferiori, mentre nelle zone superiori sono presenti consistenti sedimenti di polveri e nerofumo.
La superficie delle volte è stata ritinteggiata in più momenti ed è coperta da un deposito uniforme di sporco; la sua ondulazione segnala la presenza di uno strato di intonaco sottostante più antico che dovrà essere accertato mediante sondaggi. Sulla navata laterale destra, verso la controfacciata, si rilevano dei distacchi dovuti a fenomeni di infiltrazione di acqua dal tetto, causa eliminata con i lavori 2006-2007. Lo stato di conservazione degli elementi lapidei di pilastri, peducci, chiavi, archi e cornici delle finestre è caratterizzato da un generale impoverimento della pietra calcarea causato da depositi incoerenti stratificati, presenza di stuccature cementizie debordanti sulla pietra e residui di intonaci. Strati di tinta e scialbo sulle nervature impediscono una valutazione delle condizioni della pietra delle nervature che richiederà una successiva verifica della stabilità statica in fase di restauro.
Le decorazioni murali della volta del presbiterio si presentano in uno stato di conservazione mediocre, annerito da depositi di sporco. La situazione è migliore per le decorazioni delle pareti della navata centrale, ad eccezione del primo arco della parete destra dove un’infiltrazione d’acqua ha lambito la pittura evidenziando tratti di una cornice perimetrale.
Contrariamente, le decorazioni dell’arco santo presentano problematicità evidenti caratterizzate da fessurazioni, probabili ridipinture e ritagli perimetrali che ne rendono precario lo stato di conservazione.
Gli interventi in seguito descritti fanno riferimento alla totalità degli interventi autorizzati ovvero alle superfici lapidee dei pilastri, delle nervature, degli stemmi lapidei policromi in chiave delle volte della navata centrale e ai tondi in tempera e gli stemmi policromi dell’arco santo, agli intonaci e al rivestimento lapideo perimetrale e alla cantoria. Inoltre si agirà anche su parte degli arredi in particolare sui due altari laterali, sul fonte battesimale e sulle tre acquasantiere.
Tuttavia in base alle attuali disponibilità economiche della Parrocchia gli interventi saranno limitati alle nervature lapidee delle volte dell’aula (navata centrale e navate laterali), agli intonaci delle volte e delle pareti.

Superfici decorate
Stemmi Arco Santo
Al vertice dell’Arco Santo è dipinto al centro lo stemma del Vescovo Madruzzo e ai lati altri sei tondi contrapposti con stemmi e immagini simboliche. Il precario stato di conservazione è accentuato da fessurazioni, probabili ridipinture e ritagli perimetrali con tinte. Sarà da accertare la presenza di una decorazione o di una campitura che forse originariamente ricopriva l’intero Arco Santo (foto 20).

INTERVENTI PREVISTI
– Sondaggi stratigrafici per verificare l’eventuale presenza di altre decorazioni ora non visibili mediante campioni; quelli significativi saranno documentati fotograficamente e descritti.
– Rimozione di scialbi a calce e scoprimento di superfici decorate mediante utilizzo di bisturi e impacchi ammorbidenti.
– Protezione preliminare delle zone con fragilità dello strato pittorico con prodotto dalle caratteristiche di massima reversibilità (tipo Ciclododecano).
– Consolidamento dei distacchi dell’intonaco dal supporto murario mediante iniezioni di resina acrilica in soluzione acquosa e di maltine adesive a presa debolmente idraulica e a basso tenore di sali solubili.
– Eventuale inserimento di microperni di ancoraggio in cotone imbevuti di soluzione di resina acrilica.
– Fissaggio pellicola pittorica:
a) fermatura dei sollevamenti e/o delle esfoliazioni della pellicola pittorica con prodotto consolidante da individuare attraverso opportuni test (tipo caseinato di ammonio diluito, alcool polivinilico, Klucel G); se necessario si farà uso preliminare di veline di carta giapponese poste a protezione del colore;
b) fissaggio generale del colore mediante applicazione a pennello o per nebulizzazione di un prodotto consolidante da individuare attraverso opportuni test (tipo alcool polivinilico, Klucel G).
– Pulitura della superficie dipinta da eseguirsi con metodologia differenziata in relazione allo stato di conservazione della materia e al tipo di sostanza sovrammessa; eliminazione dello sporco ammorbidito.
– Pulitura a secco (es. spugne wishab) nelle zone che non sopportano una pulitura acquosa.
– Stuccatura di fessurazioni e lacune reintegrabili con malta a base di calce ed inerti selezionati, con stesura a livello e ad imitazione dell’intonaco originale.
– Reintegrazione pittorica mediante pigmenti stabili in polvere legati con caseinato di calce o acquerelli; abbassamenti tonali a velatura sulle abrasioni e sulle cadute della pellicola pittorica, con metodo riconoscibile sulle stuccature delle piccole lacune interpretabili; l’entità dell’intervento di reintegrazione sarà concordata con la D.L.
– Documentazione fotografica dello stato di conservazione e delle varie fasi dell’intervento con riprese mediante negativi b/n e diapositive colore 6×6 e stampe b/n 18×24.
– Analisi microchimiche e stratigrafiche finalizzate all’accertamento della composizione dei materiali originali e di alterazione, corredata da documentazione fotografica e relazione tecnica delle sezioni ottenute.
– Rilievo grafico mediante realizzazione di rilievi con tavole su supporto cartaceo e relativo cd, con individuazione delle varie fasi di lavoro e dei materiali impiegati.

Superfici lapidee dei pilastri, delle nervature, degli stemmi lapidei policromi in chiave delle volte della navata centrale e dell’arco santo
La struttura della volta è composta da dieci pilastri ottagonali, di lato cm. 30, con basamento dai quali si distribuiscono a fascio le nervature delle volte sostenute, nelle navate laterali, da peducci lapidei. Archi e pilastri sono costituiti da conci quadrangolari in pietra calcarea rosata e bianca. Sulle chiavi delle volte e sui pilastri che sostengono l’arco santo, sono presenti stemmi in pietra, alcuni dei quali presentano dei residui di policromia, questi rappresentano probabilmente le quattordici famiglie del paese che si resero benefattrici della costruzione della chiesa nel sec. XVI (foto 2-4, 12-13, 15-17, 19-20, 22-36).

INTERVENTI PREVISTI
Si prevede di intervenire con:
– rimozione dei depositi superficiali incoerenti (quali polvere, nerofumo, etc.) eseguita a secco e contemporanea catalogazione e numerazione dei piccoli frammenti in via di stacco
– preconsolidamento nelle zone soggette ad esfoliazione
– prefissaggio di frammenti e di parti in via di stacco
– eventuale descialbo da eseguirsi manualmente
– pulitura preliminare mediante lavaggio delle superfici lapidee
– pulitura di tutte le superfici mediante la stesura di soluzione di tensioattivo
– eventuale pulitura localizzata per asportare residui più tenaci, quali per esempio depositi consistenti di nero fumo
– rimozione di eventuali macchie (ossidi di ferro, rame, ecc.)
– rimozione di eventuali incrostazioni calcaree per mezzo di impacchi con resine scambiatrici di ioni (tipo Amber WA/P, Bresciani – Milano)
– estrazione di eventuali sali solubili da effettuarsi con impacchi di polpa di carta imbevuta di acqua distillata o deionizzata
– rimozione con mezzi meccanici o manuali di precisione delle stuccature incoerenti e di quelle eseguite durante interventi precedenti con materiali che per composizione possono interagire con la pietra o che hanno perduto la loro funzione conservativa ed estetica
– eventuale inserimento di perni in acciaio inox e/p in vetroresina in corrispondenza di rotture di maggiore importanza
– incollaggi di eventuali rotture mediante utilizzo di resina epossidica bicomponente a lenta catalizzazione
– stilatura di giunti fra elementi in materiale lapideo, previa rimozione di polveri e detriti dalle connessure da risarcire
– stuccatura sottolivello delle microfessure ed integrazione di mancanze con un impasto che cercherà di raggiungere una cromia il più possibile simile a quella degli elementi lapidei
– trattamento con prodotto complessante e stabilizzante delle ossidazioni di eventuali elementi metallici da conservare.
– consolidamento e trattamento protettivo finale delle superfici lapidee

Intonaci
Tutte le pareti e le vele delle volte state oggetto di una recente intonacatura che ha portato ad una omogeneizzazione della superficie mediante uno strato di intonaco di spessore consistente, che è andato a sovrapporsi alle precedenti stratificazioni, portate alla luce nelle zone lacunose (foto 22-32).
INTERVENTI PREVISTI
Prima di procedere al restauro delle superfici dovrà essere accertata l’eventuale presenza di zone decorate e di ulteriori stratificazioni rispetto a quelle già emerse nelle zone distaccate.
Successivamente si prevede di intervenire con:
– rimozione meccanica manuale di recenti rinzaffi, malte ammalorate e strati di tinte sovrapposte
– consolidamento dei distacchi dello strato intonacato dal supporto
– stuccatura delle discontinuità dell’intonaco e fessurazioni con impasto a base di calce naturale idraulica ed inerti con granulometria e rapporti in volume simili a quelli dell’intonaco esistente
– integrazione con stesura di nuovo intonaco nelle aree mancanti. Nelle lacune di profondità l’applicazione della malta verrà eseguita per stratificazioni successive e con aggregati a granulometrie decrescenti, dagli strati più profondi a quelli più superficiali.
– applicazione di uno strato rasante per pareggiare le discontinuità di superficie

Gli interventi previsti finalizzati al mantenimento della situazione esistente non comporteranno aumenti dei costi di gestione.

E’ ipotizzabile il seguente cronoprogramma per la sua realizzazione.

  • Novembre-dicembre 2024     Deposito SCIA in Comune
  • Gennaio-febbraio 2025          Espletamento delle gare d’appalto
  • Marzo 2025                            Stesura e firma dei contratti
  • Fine aprile 2025                     Inizio lavori
  • Ottobre 2025                          Fine lavori
  • Dicembre 2025                       Rendicontazione finale e liquidazione, collaudo

 

LETTERA DEL RINGRAZIAMENTO – novembre 2024

Ci sono molti motivi per ringraziare, papa Francesco dice: ”Non tralasciamo di ringraziare: se siamo portatori di gratitudine, anche il mondo diventa migliore, magari anche solo di poco, ma è ciò che basta per trasmettergli un po’ di speranza” (Ultima udienza generale del 2020).
L’Eucarestia è un sacrificio di ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ciò che ha operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione. Eucarestia significa prima di tutto “ azione di grazie” (1360 Catechismo Chiesa cattolica).
Il ringraziare comporta anche il condividere.
Nella nostra parrocchia abbiamo l’usanza di celebrare il ringraziamento, oltre che con la SS. Messa, anche con una raccolta di fondi a favore delle opere parrocchiali e per il mantenimento delle strutture ad esse collegate.
Come abbiamo potuto ammirare, da poco è stata data “nuova luce” e “nuova voce” all’interno della nostra splendida chiesa dei Ss. Gervasio e Protasio.
Gli impianti di illuminazione e audio sono costati 120.000,00 euro. A tale spesa abbiamo fatto fronte utilizzando parte del ricavato dalla vendita del vecchio oratorio. Nel tempo una parte dei fondi sono stati utilizzati per il restauro di S. Pietro, una quota per il rifacimento del tetto del nuovo oratorio (per la parte non coperta da contributo PAT per la scuola dell’Infanzia) e altri per le spese parrocchiali ordinarie annue.
Nel prosieguo del restauro, iniziato nel 2006 con la riconfigurazione gotica della copertura, per ridare la solennità originale e appropriata alla nostra chiesa, si è ritenuto opportuno, come spiegato nella messa del 28/10/24, di ultimare gli interventi sugli intonaci interni e sulle pietre delle volte.
Il lavoro prevede il restauro degli intonaci e la finitura delle superfici interne in tono più chiaro rispetto all’attuale. Verranno eseguiti solo i lavori indispensabili a tale scopo.
Il costo preventivato è di 400.000,00 euro. L’ufficio per l’Arte Sacra della Curia Arcivescovile sta perorando, presso la CEI, la concessione di un contributo di 160.000,00 euro. La disponibilità attuale della parrocchia è di circa 100.000,00 euro. Altre domande di contributo saranno inoltrate a enti che possano aiutare nella copertura della spesa.
Se è vero che la nostra chiesa è un edificio di culto, è altrettanto assodato che essa è il fulcro dell’intera comunità, anche al di là dei credenti nella Chiesa di Cristo. L’edificio è uno scrigno d’arte e di pietà che nei secoli ha accompagnato nella gioia e nel dolore l’intera comunità di Denno. Esso appartiene a tutte le famiglie, presenti, passate e soprattutto future. Un tesoro da preservare e trasmettere.
Il comitato Parrocchiale di Denno si rivolge a tutti voi per poter portare avanti assieme questo progetto anche con la raccolta delle offerte per la festa del Ringraziamento.
Ringraziando fin d’ora per la generosità e augurando ogni bene a tutte le famiglie vi salutiamo cordialmente facendo nostre le parole di Dostoevskij: “la bellezza salverà il mondo” … e la nostra chiesa è molto bella!

Il Comitato Parrocchiale di Denno

Per chi fosse più comodo o non potesse partecipare al ringraziamento
ma desiderasse comunque contribuire alleghiamo coordinate IBAN
della Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio
IT 14 T 082823 473 000 00 1830 3255

LETTERA PER LA LOTTERIA DI NATALE – gennaio 2025

Appartenere ad una comunità o ad un territorio significa anche custodire le opere presenti e contribuire a tramandarle a chi verrà dopo di noi.

È con questo spirito che vogliamo vedere il restauro della Chiesa parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio.

Al di là delle convinzioni religiose, la nostra Chiesa è uno scrigno di arte e di pietà che da oltre 5 secoli rappresenta il fulcro dell’abitato e per la popolazione di Denno; di arte per la sua architettura muraria e per le opere che essa conserva; di pietà perché ha accolto, benedetto, accompagnato e consolato migliaia di persone nel corso del tempo.

La Vostra adesione alla raccolta fondi per poter completare il restauro interno è la dimostrazione di tutto ciò.

È con riconoscenza che il Comitato Pro Chiesa vi ringrazia per aver aderito all’iniziativa con la vostra offerta.

Cordiali saluti, il Comitato

 

 

PARROCCHIA SS. GERVASIO E PROTASIO DENNO
LAVORI DI RESTAURO CHIESA PARROCCHIALE
Aggiornato al 04/01/2025

PROGETTO

400.000,00 euro costo preventivato

160.000,00 euro contributo dall’8 per mille della Conferenza Episcopale Italiana

100.000,00 euro circa la disponibilità della parrocchia al 1 novembre 2024

140.000,00 euro restano a carico della parrocchia

IL COMITATOPRO CHIESA Ss. GERVASIO E PROTASIO -DENNO si è ATTIVATO CON LE SEGUENTI INIZIATIVE:

15.585,00 euro OFFERTE RACCOLTE DAI PARROCCHIANI (Ringraziamento di novembre n°86 buste 4.485,00 euro e successive offerte delle famiglie)

8.494,00 euro LOTTERIA NATALE 2024 PER RACCOLTA FONDI (si ringrazia Conforti Pavimenti – Elettrica srl – Assirotal srl (ITAS Assicurazioni) – Edilzeta srl – Covi Nicola Stazione Q8 – Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo bcc – Cova Cucine srl – Farmacia Tonfolini Denno – CONAD Denno

7.900,00 euro CONTRIBUTI DA ENTI/ASSOCIAZIONI (si ringrazia Sezione carabinieri in congedo Denno – Circolo al Filò – Gruppo Alpini Denno – Comitato S. Agnese – S.A.T. Sezione di Denno)

31.979,00 TOTALE ENTRATE  Aggiornato al 04/01/2025

108.021,00 euro RESIDUO DA RACCOGLIERE Aggiornato al 04/01/2025