Anche in Diocesi di Trento primi passi del cammino sinodale. “In ascolto delle esperienze, non teorie sulla Chiesa”

 

Primi passi concreti del cammino sinodale anche in Diocesi di Trento. Lunedì scorso, 24 gennaio, si è riunito per la prima volta (online – foto) il Gruppo di coordinamento, guidato dai referenti don Celestino Riz (parroco a Tione-val del Chiese e pastoralista) e Claudia Giordano (laica delle parrocchie di Trento Nord). Ne fanno parte Piergiorgio Franceschini (comunicazione Arcidiocesi), Sergio Oss (diaconi), Leonardo Paris (Istituto “Guardini”), suor Daniela Rizzardi (religiose),  padre Maurizio Baldessari (religiosi); in rappresentanza delle Zone pastorali vi sono: Maria Faes (Alto Garda), Cesare Bernard (Fiemme e Fassa), Ivan Maria Castellani (Giudicarie), Roberto Gianotti (Mezzolombardo), suor Annamaria Broccardo (Rovereto), Cristoforo Avi (Trento), Cristina Bruni (Valli del Noce), Antonio Miotello (Valsugana e Primiero).

“Ascolto di esperienze, non teorie sulla Chiesa” 

Completato il rinnovo di comitati parrocchiali e consigli pastorali (usciti dalla consultazione comunitaria di fine novembre), in Diocesi prende ora gradualmente le mosse la cosiddetta “fase narrativa” in cui saranno attivati sul territorio piccoli gruppi sinodali impegnati in una diffusa operazione ascolto, mettendo al centro il vissuto ecclesiale di ognuno, con le proprie gioie e le fatiche. Tutti, senza esclusioni, da dentro e fuori la Chiesa – chi vive direttamente l’esperienza ecclesiale, se ne è allontanato o non vi ha mai preso parte – potranno contribuire a questo racconto personale e collettivo.   “L’ascolto – precisano don Celestino Riz e Claudia Giordano nell’intervista a Vita Trentina (LEGGI QUI ) che da questo numero accompagnerà passo passo il percorso sinodale diocesano – deve privilegiare la dimensione narrativa, cioè il partire dalle concrete personali esperienze di vita, senza perdersi in teorie sulla Chiesa”.

“Esperienza di comunione alla luce dello Spirito e del Vangelo”

Non un cammino a tappe forzate, ma uno stile di ascolto diffuso, declinato con semplicità e aperto alle sorprese dello Spirito. “Dovremo farci attenti – sottolinea sul settimanale il vicario generale don Marco Saiani – alle finalità del Sinodo che vuole provocare uno stile di ascolto nella Chiesa. Ascolto dello Spirito innanzitutto, ma anche delle persone e delle situazioni. Deve essere soprattutto un’esperienza di comunione, che possa poi influenzare e segnare il cammino futuro. Una Chiesa che sa fermarsi, ascoltare, interpretare le situazioni alla luce dello Spirito e del Vangelo“.

Il Gruppo di coordinamento, che farà da punto di riferimento della Diocesi nel quadro della consultazione sinodale, avrà anche il compito di individuare nelle Zone Pastorali o realtà ecclesiali (come gli Istituti Religiosi) i facilitatori e i segretari dei gruppi sinodali.